martedì 11 ottobre 2016

Mass Media: informazione inutile e dannosa



La paura ed il clima di terrore è sempre inutile e controproducente per la vittima, semmai è utile solo per chi vuole mantenere il controllo.
 
Esempio Banale:
 
Quante volte nella vostra vita siete stati coinvolti in un attacco terroristico?
 
Probabilmente mai…. Nonostante ciò …
 
Quanti giorni della vostra vita avete passato nella paura di un evento del genere, negandovi la libertà di un viaggio, o di qualsiasi altra attività, ritenuta a rischio?
 
La paura ci ingabbia e ci fa vivere una vita di prigionia …. Piuttosto io preferirei vivere una vita libera nel rischio che un ergastolo di paura!!! … e voi?
 
 

lunedì 6 giugno 2016

Risveglio inesorabile ...


" ... A noi interessa che le persone, nel totale libero arbitrio, si sveglino dal letargo cerebrale indotto dal Sistema.
Una ipnosi di massa estremamente funzionale perché tenta di impedire il cambiamento, impedire la reazione (non intesa in senso violento ma come azione cosciente). Cercano di impedire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza. Cercano ma non ci riusciranno mai.


Naturalmente fa sempre molto più fragore un albero che cade − magari abbattuto − piuttosto che una splendida vegetazione che cresce.
Con una corretta informazione noi cerchiamo di fornire un sano concime organico al terreno delle foreste e non ci interessano i singoli alberi che possono cadere.
Nel mondo le foreste stanno crescendo a ritmo esponenziale e i Media ovviamente non le fanno vedere perché al Sistema interessa evidenziare solo gli alberi che vengo abbattuti. Il motivo è semplicissimo: indurre e promuovere la PAURA.


Ma questo risveglio sta facendo tremare i polsi e vacillare il terreno sotto i piedi dei Grandi Controllori: non c’è nulla infatti di più pericoloso che il risveglio delle coscienze!
Questo è il motivo della grande accelerazione nell’ultimo periodo: terrorismo, attentati, stragi, guerre, epidemie, crisi economiche, cambiamenti climatici, attacco ai medici, caccia alle streghe, ecc.
Il virus universalmente inoculato nelle masse è la PAURA.
Il tentativo è quello di arginare questo grandissimo e inarrestabile risveglio. Tentativo che fallirà miseramente ... "


(Marcello Pamio)

mercoledì 25 maggio 2016

La Fabbrica dei Malati - Come l’industria farmaceutica crea milioni di malati. Il nuovo libro di Marcello Pamio


"La scienza medica è un'impresa industriale gestita e controllata da produttori (medici, ospedali, laboratori farmaceutici) che incoraggiano la diffusione di procedimenti d'avanguardia costosi e complicati, e riducono così il malato e i suoi familiari allo stato di docili clienti".
Ivan Illich
 
"Il modello di business dell'industria farmaceutica è basato proprio sull'allargamento della sfera delle malattie: il marketing creativo serve ad ampliare il bacino di clienti,
convincendo chi è probabilmente sano a ritenersi almeno moderatamente malato".

Allen Frances, medico psichiatra.
 

 
La commercializzazione della malattia è l’arte raffinata di vendere malanni, un modo efficace per spacciare farmaci ed esami che portano a profitti enormi.
 
Tale commercializzazione richiede una regia ben precisa, degli attori principali, secondari e molte comparse. Le aziende farmaceutiche (registi e produttori) devono per forza di cose coinvolgere i medici (attori protagonisti) per prescrivere le ricette, devono coinvolgere i ricercatori (attori non protagonisti) che inventano veri e propri nuovi disturbi, i gruppi di pazienti e/o famigliari di malati (comparse) che richiedono a gran voce un supplemento di terapia, e infine i pazienti veri e propri che richiedono tali farmaci perché convinti di essere malati (spettatori incoscienti).
 
Lo scopo del presente lavoro è di svelare la trama e la sceneggiatura di questo documentario, visto e vissuto ogni anno da centinaia di milioni di persone… Soltanto se si conosce esattamente come lavora il Sistema si è in grado di difendersi.
Le persone prive di una corretta e completa informazione finiranno tutte, chi prima chi dopo, stritolate dalla macchina infernale del marketing farmaceutico. è solo questione di tempo.
 
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Indice



Introduzione
  • Il mercato della malattia
  • Farmaci e sperimentazione animale
  • Big Pharma
  • Medici nel mirino
  • Principali cause di morte
  • Allarme medicalizzazione
1 - Piano conoscitivo
  • Manipolazione delle informazioni
  • Alcune tecniche del controllo
2 - Piano quantitativo
  • Abbassamento dei valori di normalità
  • Alcuni esempi di abbassamento dei valori di normalità
  • Osteoporosi
  • Neonati e percentili
  • Vaccinazioni pediatriche
3 - Piano temporale
  • Anticipazione nel tempo delle diagnosi
  • Il calendario delle malattie
  • Importanza delle parole
  • Importanza dell'informazione
  • Screening per il tumore alla mammella
  • Screening per il cancro al polmone
  • Screening per il cancro alla prostata
  • Biopsia prostatica
  • Ricerca del sangue occulto fecale
  • Che cosa rivelano le autopsie?
  • Screening del cancro alla cervice uterina
  • Screening del cancro alla tiroide
  • Mappatura dei nei: screening del cancro alla pelle
  • Screening vascolare
  • Sovradiagnosi
  • Incidentalomi
  • Markers tumorali
4 - Piano qualitativo
  • Creazione di vere e proprie malattie
  • Gravidanza e parto
  • Menopausa
  • Screening mentali
  • DSM e le diagnosi inventate
  • Disturbo disforico premestruale
  • Disturbo da ansia sociale
  • ADHD: Disturbo da deficit di attenzione e iperattività
  • DDAI: Disturbo da deficit di attenzione degli adulti
  • Disturbo bipolare pediatrico
  • Sindrome delle gambe irrequiete
  • Risultato del Disease mongering
Conclusione
  • Che cosa possiamo fare
  • Il senso della malattia
Bibliografia
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Una Presentazione del Libro
"La Fabbrica dei Malati" di Marcello Pamio
ci sarà:
Sabato 30 Luglio ore 17:00
presso la Fortezza Firmafede - Sarzana (SP)
in occasione della 2ª edizione del Castle Vegetarian Festival 
Maggiori info QUI

Il libro si può acquistare online qui:
http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fabbrica-dei-malati-libro.php

venerdì 13 maggio 2016

MATRIX : Quante verità ...



Pillola azzurra o pillola rossa

(...) Morpheus: Ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è? Matrix è ovunque, è intorno a noi, anche adesso nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo dinanzi agli occhi, per nasconderti la verità.
Neo: Quale verità?
Morpheus:
 Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore, una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado purtroppo di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è. È la tua ultima occasione: se rinunci, non ne avrai altre. Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie e vedrai quanto è profonda la tana del Bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più. (...)

https://youtu.be/Emk1xjv_y_M


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Realtà o Finzione!
Morpheus:  “Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami.... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo.” (…)
https://youtu.be/zFd4uAIHevU


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L'essere umano è un virus
Agente Smith rivolto a Morpheus: "Desidero condividere con te una geniale intuizione che ho avuto, durante la mia missione qui. Mi è capitato mentre cercavo di classificare la vostra specie. Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi. Tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate... vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento. E sai qual'è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta, siete una piaga, e noi siamo la cura."
https://youtu.be/DoANmDxZFO0


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SCENA FINALE
Neo: "So che mi state ascoltando, avverto la vostra presenza. So che avete paura di noi; paura di cambiare. Io non conosco il futuro, non sono venuto qui a dirvi come andrà a finire. Sono venuto a dirvi come comincerà. Adesso appenderò il telefono e farò vedere a tutta questa gente quello che non volete che vedano. Mostrerò loro un mondo senza di voi. Un mondo senza regole e controlli, senza frontiere e confini, un mondo in cui tutto è possibile. Quello che accadrà dopo dipenderà da loro."
https://youtu.be/eEp1_V3JJNY




Buon Risveglio

John

martedì 29 marzo 2016

Televisione, deprogrammazione e autoriprogrammazione

Andrea Bizzocchi
Fonte: qui
 
Il punto di partenza è molto semplice. Il 98% dei nostri pensieri non sono consci bensì inconsci (e di conseguenza il 98% dei nostri comportamenti e azioni lo sono altrettanto perché dipendono da questi pensieri inconsci). In altre parole non siamo consapevoli dei pensieri che pensiamo, tanto è vero che non possiamo anticiparli. Ne diventiamo consapevoli solamente dopo averli pensati.
I pensieri inconsci esistono perché esistono naturalmente, ma negli ultimi decenni, grazie (si fa per dire) alla scienza della manipolazione mentale, di questi pensieri inconsci siamo meno consci che mai. In breve le nostre menti sono controllate. Non è un modo di dire. Lo sono nel senso più autentico del termine. I nostri pensieri non sono nostri ma indotti. E lo sono praticamente sempre.

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Ad esempio (l’ho già scritto tante volte ma non mi ripeto per mancanza di argomenti ma solo perché credo che questo punto sia fondamentale) la televisione e ciò che la televisione “passa” (i suoi programmi) riveste l’unico fine di programmare le nostre menti. Virtualmente tutti i programmi televisivi utilizzano immagini, colori, toni, contenuti, che provocano in noi degli shock emotivi (definiti dai tecnici della manipolazione mentale “effetto shock”), shock emotivi che si “piantano” nel nostro subconscio e forniscono, di fatto, quella che è la base di pensiero della nostra Vita.
Il punto fondamentale del discorso è il seguente: questi pensieri inconsci indotti modificano infallibilmente la visione che noi abbiamo di noi stessi e del mondo. Le implicazioni profonde di questa cosa sono semplicemente immense e mi auguro ve ne rendiate conto fino in fondo. Comunque questo shock emotivo non è altro che una sorta di energia negativa che si pianta nel nostro subconscio e lì rimane senza che ve ne sia consapevolezza alcuna da parte nostra. Non è un bel vivere, perché pensiamo pensieri che crediamo nostri, ma non lo sono, e compiamo azioni di conseguenza a quei pensieri-credenze che crediamo nostri, ma anche queste non lo sono mai veramente.
Alla televisione, strumento principe di controllo delle nostre menti da decenni, si sono aggiunti più recentemente internet nelle sue infinite applicazioni (tipo i cosiddetti social networks, che di social non hanno nulla se non l’idiozia, anch’essa indotta, che accomuna la stragrande maggioranza dei suoi fruitori) e tutti quei gadget tecnologici che sono diventati delle specie di appendici psico-fisiche di noi stessi e senza i quali non sappiamo più vivere.
Tutte queste cose, e altre ancora, hanno una base comune che è rappresentata dal nostro progressivo, inesorabile, e cioè che è peggio non consapevole, allontanamento dalla Natura, che oltre ad essere già gravissimo di per sé, viene ulteriormente aggravato dal fatto che allontanamento dalla Natura significa anche e soprattutto allontanamento da noi stessi (perché noi siamo Natura; lo scrivo casomai la cosa per qualcuno non fosse ancora chiara).
Tutte queste cose dunque, oltre a programmarci, ci allontanano dalla Natura (in tutti i sensi) e questo è di certo uno dei motivi fondamentali per cui stiamo male. Per capirlo non ci vogliono gli studi delle università americane, ma è sufficiente osservarci: dopo 2-4-8 di tivù o di lavoro al computer stiamo malino-male-malissimo, mentre dopo 2-4-8 ore di sana e anche faticosa camminata in montagna stiamo benino-bene-benissimo; meglio ancora, ci sentiamo appagati. Chiuso l’intermezzo Natura.
Abbiamo iniziato dicendo che il nostro inconscio domina la nostra parte conscia. Poiché i nostri pensieri e le nostre azioni derivano da questo inconscio (del quale essendo tale non siamo consapevoli), ne consegue logicamente che nutrire questo inconscio in maniera sana fa tutta la differenza del mondo. Un po’ come nutrire il nostro corpo fisico con carne, formaggi e farinacei assortiti oppure con frutta e verdura. Questo per dire che in qualche modo possiamo programmare il nostro inconscio (almeno parzialmente, che è pur sempre meglio che niente).
Per fare capire come funziona la cosa, riporto stralcio di un articolo inviatomi qualche tempo fa dall’amico Marcello Salas, curatore dell’ottimo sito “compressamente.it”: “Le onde cerebrali sono messaggi elettronici che i neuroni si inviano tra loro nel cervello. Tra i cinque diversi tipi di onde cerebrali, le onde alfa sono conosciute per essere le migliori per imparare nuove idee. I pubblicitari che creano gli spot televisivi sanno che questa è una realtà. Attraverso l’effetto ipnotico della televisione, i pubblicitari non fanno altro che mettere gli spettatori nell’onda cerebrale alfa che li collega alla loro mente subcosciente.

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Le onde cerebrali cambiano guardando la televisione
La prima cosa che accade è che si passa dall’onda beta, stato cosciente di veglia, all’onda alfa, uno stato rilassato in cui si può essere facilmente programmati con informazioni subliminali che scatenano comportamenti.
Le onde cerebrali alfa collegano la mente cosciente al subconscio.
Il ritmo del lampeggiare della televisione è espressamente creato per indurre in trance ipnotica il telespettatore. Oggi a 60 hertz o 60 fotogrammi al secondo, la mente cosciente è sopraffatta e il subconscio prende il sopravvento”.
Insomma, quando ci troviamo nello stato alfa la mente conscia non agisce razionalmente-logicamente; non gli è dato farlo e di conseguenza il messaggio subliminale entra; che ci piaccia o meno.
Poiché i bambini si trovano in uno stato tra la veglia e il sonno in modo naturale, questo spiega benissimo perché sono particolarmente vulnerabili alla televisione (e anche al resto ovviamente). Lasciar guardare la tv ad un bambino significa una cosa ben precisa, e cioè lasciare che qualcuno altro (e non qualcuno che vuole il suo bene) lo programmi per la Vita. E questa è un’altra semplice Verità, sempre che ci piaccia o meno. Comunque è chiaro che non possiamo impedire ai bambini di guardare la tv se prima non ci occupiamo di noi stessi (ovvero smetterla di guardarla noi stessi per primi). Ma non è finita qui, e del resto al peggio non c’è mai fine.

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In aggiunta alla manipolazione attraverso immagini e colori, la televisione, il computer o qualunque altro aggeggio tecnologico tipo lo smartphone, inviano frequenze che alterano le nostre emozioni. Queste frequenze sono programmate da un lato per inebetirci ma soprattutto, dall’altro, per stimolare aggressività. Le due cose, apparentemente all’opposto, vanno invece di pari passo, tanto è vero che sono sempre più frequenti i casi di aggressività estrema portati a compimento da persone considerate tranquille e per questo insospettabili.
Per provare quantomeno a reagire a tutto questo la la cosa migliore da fare è cercare di nutrire la nostra mente con consapevolezza, esattamente come bisogna nutrire consapevolmente il nostro corpo. Se lo facciamo la nostra mente inizierà a cambiare, ci sentiremo meglio e cominceremo anche a percepire noi stessi ed il mondo diversamente. Insomma, dobbiamo deprogrammarci prima per autoriprogramarci poi. E’ chiaro che per fare questo dobbiamo prenderci la responsabilità della nostra Vita, sempre ed in ogni momento, senza pretendere invece di delegare (il che significa dipendere) da qualcun altro (il politico, il medico, l’insegnante, ecc., insomma il Sistema). La responsabilità della nostra Vita deve essere la nostra.
Ma per essere meno prosaici e un po’ più schietti, possiamo anche dire che per cambiare le cose è sufficiente buttare tutti questi aggeggi nel cesso, o magari, visto che sono ingombranti, nel cassonetto del rusco (come si dice in Romagna), che per inciso sono i posti che si meritano. Insomma, liberarsene e farne a meno. Chi ha davvero capito il potere che questi strumenti (e chi li controlla) hanno su di noi, lo fa. E chi non lo fa non ha capito proprio niente.

Andrea Bizzocchi
Fonte:

giovedì 8 gennaio 2015

Parigi ...

 
 
Se io fossi Marie Le Pen, mi augurerei di tutto cuore un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero estremamente utili per portare avanti la mia campagna elettorale, basata sulla xenofobia e sulla Islamofobia in particolare.

Se io fossi un sionista, mi augurerei di tutto cuore un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero certamente utili per poter tornare a riaffermare il concetto che l'Islam è una religione violenta, abominevole, e che per questo motivo tutti i musulmani sono dei nemici della pace e della democrazia.

Se io fossi Francois Hollande mi augurerei di tutto cuore un attentato come quello che è successo oggi a Parigi. Due uomini incappucciati che hanno massacrato 11 persone mentre urlavano "vendicheremo il Profeta" mi tornerebbero estremamente utili per distrarre il popolo dagli attuali problemi e per lanciare un richiamo alla "unità nazionale", contro ogni forma di terrorismo e di attentato alla libertà di espressione.

Se io fossi un musulmano convinto - e persino un fondamentalista - mi guarderei bene dal mettere in atto un attentato nel quale massacro 11 persone mentre urlo "vendicheremo il Profeta", prima di tutto perché il Profeta non ha nulla di particolare di cui essere vendicato, ed in secondo luogo perché non farei altro che contribuire alla lotta contro l'Islamismo che ormai pervade l'intero mondo occidentale.

Ma evidentemente il principio del cui prodest, per i media che stanno trasmettendo le notizie in tutto il mondo, non ha più alcun valore. Contano soltanto i fatti visibili, conta la superficie delle cose, conta il fatto che i due assassini abbiano urlato "vendicheremo il Profeta" per arrivare alla conclusione, certa ed irrevocabile, che siamo di fronte ad un'ennesima minaccia del "terrorismo islamico".

Massimo Mazzucco
Fonte: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=4626

giovedì 4 dicembre 2014

E’ Naturale mangiare carne?

In questo post non voglio parlare di Etica (compassione, giustizia) e nemmeno di Salute (malattie, perdita di salute) o Ambiente (inquinamento, distruzione risorse) perché già se ne è parlato tanto … volevo solo riflettere se è Naturale mangiare cadaveri!


Se iniziassimo a chiamare le cose con il loro nome, tutto sarebbe più chiaro e semplice, la cosiddetta “carne” non è altro che parti di cadavere* (o carogna se preferite) di altri animali in via di decomposizione/putrefazione; si perché finchè è troppo “fresca” (cioè in rigor mortis**) non è commestibile, è troppo dura … dobbiamo batterla, frollarla …  insomma dobbiamo aspettare che inizi a marcire per poterla mangiare!

Dunque la carne non è altro che una carogna in decomposizione sotto sale, essiccata, arrostita, fritta … ma sempre carogna rimane!

Con il condimento “giusto” qualsiasi cosa può assumere un gusto gradevole, anche il cartone o la carne umana … quotidianamente l’essere umano si auto-inganna e grazie ai condimenti riesce ad ingurgitare qualsiasi cosa … più che onnivoro l’uomo dovrebbe dirsi condivoro

Senza peraltro considerare l'anatomia e la fisiologia umana inadatte a mangiare, digerire ed assimilare i pezzi di carcassa animale.

Ma torniamo al nocciolo: è Naturale cibarsi di carogne?
No, non lo è, perché se vedessimo una carcassa in via di decomposizione (carogna), cosa proveremmo? Fame?  Acquolina in bocca? Ci verrebbe voglia di mangiarla? Oppure ci farebbe ORRORE?

Invece quando vediamo un frutto maturo appena colto? Con i suoi colori ed il suo profumo … cosa proviamo?

Basterebbe davvero poco per fare il collegamento …

Basterebbe davvero poco per uscire dalla gabbia mentale …



* “Cadavere: Il termine latino cadaver (dal verbo cado, "cadere") indicava ogni tipo di corpo senza vita, sia umano sia animale. In italiano invece - per influsso della cultura cristiana che, nel nome della superiore dignità spirituale dell'uomo, ha imposto termini differenziati per i corpi morti degli altri esseri - cadavere designa unicamente il corpo umano dopo la morte, mentre quello degli animali è preferibilmente chiamato carcassa e, se in putrefazione, carogna. (...)”
(Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/cadavere_(Universo_del_Corpo)/)


** La rigidezza completa impiega circa 10-12 ore per svilupparsi in un adulto medio quando la temperatura ambientale è 20-25 °C. Il corpo rimarrà apparentemente rigido per 24-36 ore a questa stessa temperatura prima che la decomposizione inizi a dissolvere i muscoli e li induca a rilasciarsi, nello stesso ordine in cui si sono irrigiditi.

giovedì 2 ottobre 2014

Perché gli hamburger di McDonald’s non si decompongono mai

 

" ... Nessun animale normale può avere la percezione del panino McDonald’s come cibo e a quanto risulta nemmeno i batteri o le muffe. Secondo il loro buon senso, quella è roba non commestibile. Ecco perché questi burger bionici non andranno mai a male. 

E ora arrivo alla mia conclusione su questa risibile vicenda: esiste una sola specie sul pianeta terra che è così stupida da pensare che l’hamburger della McDonald è cibo. Questa specie soffre di altissimi tassi di diabete, cancro, malattie cardiache, demenza e obesità. Si tratta di una specie che sostiene di essere la più intelligente del pianeta eppure si comporta in modo così stupido che alimenta i propri bambini con agenti chimici velenosi e con non-cibo talmente atroce che nemmeno la muffa se lo mangia."

 
 


È sempre interessante notare come i media principali “scoprono” notizie che credono essere nuove anche se la comunità salutista ne ha parlato per anni. Per esempio, recentemente il New York Times ha pubblicato un articolo intitolato Quando le medicine causano problemi che dovrebbero prevenire.                 

Abbiamo parlato per anni di questo argomento, di come la chemioterapia causi il cancro, i medicinali per l’osteoporosi provochino fratture alle ossa e di come gli antidepressivi portino a comportamenti suicidi. 
                

L’ultima “novità” scoperta dai media principali è che gli hamburger e le patatine del Happy Meal della McDonald’s non vanno a male, anche se li si lascia per sei mesi. Questa storia è stata ripresa dalla CNN, dal Washington Post e altri media commerciali che sembrano essere rimasti folgorati dal fatto che il cibo spazzatura delle catene dei fast food non marcisce.
La cosa divertente è che l’industria salutista si era già interessata a questo argomento anni fa.

Ricordate il video Bionic Burger di Len Foley? Era apparso nel 2007 ed è stato visto 2 milioni di volte su Youtube. Nel video c'è un ragazzo che ha comprato i suoi hamburger da McDonald’s nel 1989 e dopo due decenni non si sono ancora decomposti!                  

Ora lui conserva un museo di hamburger non avariati nel suo scantinato.
I media principali hanno ripreso questa storia? No, nemmeno una parola. La storia era stata completamente ignorata. Soltanto nel 2010, quando un artista ha postato una racconto su un hamburger McDonald’s che da 6 mesi non andava a male, i media l’hanno raccontato.
Date un’occhiata al video indicato sopra e vedrete un intero museo di Big Macs e hamburgers riuniti lungo gli anni, e nessuno di essi si è decomposto. 
                
Ed è di particolare interesse soprattutto perché il recente “Happy Meal Project” che verifica lo stato di un hamburger per sei mesi, ha attirato molte critiche da chi sostiene che l’hamburger va a male se gli si dà il tempo sufficiente. Questi critici ignorano evidentemente l’esistenza del museo dei burger mummificati fin dal 1989. Questa roba sembra non decomporsi mai!
Perché gli hamburger della McDonald’s non si decompongono?                  

E allora perché gli hamburger e le patatine dei fast food non marciscono? La risposta più facile potrebbe essere che sono fatti con tanti agenti chimici che nemmeno la muffa li attaccherebbe.
In parte è vero, ma non è tutto.

La verità è che molti cibi trattati non si decompongono né vengono attaccati dalle muffe, insetti o topi. Provate a lasciare della margarina fuori nel cortile e vedrete che niente la attaccherà. Anche la margarina sembra essere immortale!

Le patatine durano decenni. Le pizze congelate resistono notevolmente alla decomposizione.
Avete presenti le salsicce e le carni trattate vendute a Natale e durante le feste? Potete tenerle per anni e mai andranno a male.                  

La ragione essenziale per cui le carni non si decompongono è il loro elevato contenuto di sodio.

Il sale è un grande conservante, come ben sapevano gli esseri umani che lo hanno usato per millenni. Le polpette di carne della McDonalds sono così piene di sodio che sono da considerare carne trattata, senza parlare degli agenti chimici che potrebbero contenere.

Sulla carne non ho dubbi circa la loro mancata decomposizione. La domanda che mi faccio invece è perché capita lo stesso con i panini? Questa è la parte che mi spaventa, dal momento che il pane naturale comincia a creare muffa dopo qualche giorno. Cosa può mai esserci nei panini della McDonalds che li preserva dalla vita microscopica per oltre due decenni?
In realtà, se non siete dei chimici non riuscirete nemmeno a leggere la lista degli ingredienti a voce. Ecco cosa contengono i panini, così come indicato nella pagina internet (non in quello italiano, ndt) della McDonald’s: Farina arricchita (farina di grano sbiancata, farina di frumento maltata, niacina, ferro ridotto, tiamina mononitrato, riboflavina, acido folico, enzimi), acqua, sciroppo di alto fruttosio (HFCS), zucchero, lievito, olio di soia e/o olio di soia parzialmente idrogenato, contiene il 2% o meno di: sale, solfato di calcio, carbonato di calcio, glutine di grano, solfato di ammonio, cloruro di ammonio, agenti ammorbidenti per la pasta (lattato steaorile di sodio, estere diacetiltartarico di mono- e digliceridi degli acidi grassi, acido ascorbico, azodicarbonamide, mono- e digliceridi, monocalcio fosfato, enzimi, gomma di guar, perossido di calcio, farina di soia), propionato di calcio e propionato di sodio (conservanti), lecitina di soia. 
                
Non c'è male, vero? Soprattutto l’HFCS (qualcuno vuole il diabete?), l’olio di soia parzialmente idrogenato (causa malattie cardiache) e la lunga lista di chimici come il solfato di ammonio e il propionato di sodio. Yumm, mi viene l’acquolina in bocca solo a pensarci.
Ma la drammatica verità è che secondo me niente mai mangerà il panino della McDonald (tranne gli esseri umani) perché non è cibo!                  

Nessun animale normale può avere la percezione del panino McDonald’s come cibo e a quanto risulta nemmeno i batteri o le muffe. Secondo il loro buon senso, quella è roba non commestibile. Ecco perché questi burger bionici non andranno mai a male. 
                
E ora arrivo alla mia conclusione su questa risibile vicenda: esiste una sola specie sul pianeta terra che è così stupida da pensare che l’hamburger della McDonald è cibo. Questa specie soffre di altissimi tassi di diabete, cancro, malattie cardiache, demenza e obesità. Si tratta di una specie che sostiene di essere la più intelligente del pianeta eppure si comporta in modo così stupido che alimenta i propri bambini con agenti chimici velenosi e con non-cibo talmente atroce che nemmeno la muffa se lo mangia. 
                
Mike Adams                  

Fonte: www.naturalnews.com  
 
Link: http://www.naturalnews.com/030074_Happy_Meal_decompose.html                 
Traduzione per www.comedonchsciotte.org a cura di RENATO MONTINI
 

Perché non mangiare cadaveri ?

C’è davvero bisogno di rispondere a questa domanda?
 
Messa in questi termini è una domanda scontata, chi mangerebbe cadaveri* o carogne ?
 
Eppure se ci viene sottoposta impacchettata, colorata, condita e profumata siamo addirittura abituati a dire che è buona e che faccia bene.
 
Basterebbe pensare cos'è, da dove viene e cosa ha causato, per capire se nel nostro piatto c'è del vero cibo o c'è solo morte, sofferenza, distruzione e veleno.
 
Purtroppo però troppo spesso non si fa il collegamento e finiamo per fidarci della forma anziché del contenuto e come animali in cattività finiamo per ingurgitare tutto quello che ci viene propinato invece di mangiare secondo natura.
 
Con gli animali in cattività poi abbiamo in comune anche la gabbia, nel nostro caso però è più mentale che fisica, una gabbia fatta da pregiudizi e preconcetti, da abominevoli consuetudini spacciate per sane e naturali tradizioni, dove chi pensa e agisce fuori dagli schemi è visto quasi come fosse un pazzo o un rivoluzionario.
 
Abbiamo completamente perso la bussola e la soluzione non può essere protestare in piazza o avere continui alterchi con chi non la pensa e non si comporta come noi.
 
Talvolta l'aggressività può essere un'arma a doppio taglio, finiamo per mettere dei muri tra noi ed i nostri interlocutori che sentitisi attaccati si disconnettono e smettono di ascoltare qualsiasi buona ragione da noi addotta.
 
La lunga via verso un mondo migliore, dove non ci sarà più bisogno di fare del male a nessun essere vivente per riempire i nostri piatti, passa per una salda presa di coscienza ed una consapevolezza generalizzata che si possono ottenere solo attraverso un evoluzione fisica, mentale e spirituale completa, pacifica e costante.
 
"Dà vita a buoni esempi: non avrai bisogno di scrivere buone regole." (Pitagora)
 
 Felice Vita
Salvo
 
Nota:
* “Cadavere: Il termine latino cadaver (dal verbo cado, "cadere") indicava ogni tipo di corpo senza vita, sia umano sia animale. In italiano invece - per influsso della cultura cristiana che, nel nome della superiore dignità spirituale dell'uomo, ha imposto termini differenziati per i corpi morti degli altri esseri - cadavere designa unicamente il corpo umano dopo la morte, mentre quello degli animali è preferibilmente chiamato carcassa e, se in putrefazione, carogna. (...)”
(Fonte: http://www.treccani.it/enciclopedia/cadavere_(Universo_del_Corpo)/)

Soprassediamo sulla vile e specista azione di voler distinguere tra un corpo senza vita umano e non umano, ma se pure non si tratta di cadavere si tratta comunque di carcassa o meglio di carogna (perchè quando mangiamo la carne e già da un bel po’ in putrefazione).

Fonte: http://www.alimentazionesaluteconsapevolezza.blogspot.it/2014/10/perche-non-mangiare-cadaveri.html

martedì 16 settembre 2014

Curare i sintomi NUOCE GRAVEMENTE alla Salute !!!

"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)
 

Per cura dei sintomi intendiamo gran parte dei medicinali e delle pratiche mediche attualmente in uso.
 
I medicinali che fanno passare la febbre, che alleviano il mal di testa, le infiammazioni alla gola o alle articolazioni, ma anche quelli che decongestionano le vie respiratorie o l’intestino e che calmano la tosse e persino la rimozione chirurgica di tonsille, appendice e cisti, sono tutte cure dei sintomi.
 
Questi sono solo alcuni esempi delle pratiche più comuni per i fastidi più banali, ma la lista sarebbe lunghissima e comprenderebbe patologie ben più gravi.
 
In pratica potremmo dire che tutta la moderna medicina (o quasi) si occupa esclusivamente della cura sintomatica e non si preoccupa minimamente della prevenzione o della rimozione dei problemi alla radice.
 
Anche quando si parla di esami preventivi in realtà si tratta di esami diagnostici che trovano o meno un determinato male (o presunto tale).
 
(Solo su quest’ultima affermazione si potrebbe parlare molto a lungo ma rischierei di andare un po’ fuori tema per approfondimenti comunque vi rimando a questo interessante video: Creazione di Malattie )
 
Curare i sintomi quindi non solo non migliora lo stato di salute, ma per assurdo potrebbe anche aggravarlo, anzi meglio togliere il condizionale:
Curare i sintomi aggrava la salute!
 
Questo accade per vari motivi il più semplice ed immediato è il seguente: curando i sintomi, non proviamo più un certo fastidio o  dolore e quindi non ascoltiamo più il nostro corpo che attraverso quel determinato dolore/sintomo voleva comunicarci qualcosa che non andava.
 
Quindi noi prendiamo la pillolina, il dolore passa e così possiamo riprendere la nostra vita, comprese le nostra cattive abitudini che ci hanno portato alla cosiddetta malattia, ancora più non curanti del male che ci stiamo facendo.
 
A questo punto però è necessaria qualche definizione ...
 
Innanzitutto bisogna dire che la cosiddetta malattia non è altro che una crisi tossiemica cioè un eccessivo accumulo di tossine (scarti metabolici).
 
La produzione di tossine è un fenomeno naturale risultante da diverse funzioni metaboliche.
 
In condizioni ideali, queste tossine vengono eliminate dagli organi emuntori (intestino, reni, fegato, polmoni e pelle).
 
Finché l'apporto di tossine resta nei limiti delle capacità di smaltimento di questi organi, facciamo esperienza di uno stato di buona salute.
 
Quando per diversi fattori fisici (dovuti all'ambiente, allo stile di vita, all'alimentazione), psicologici (stress) o emozionali si arriva ad una perdita della capacità di smaltimento (indebolimento), le tossine si accumulano e c’è la comparsa dei sintomi della malattia.
 
Quindi la malattia potremmo anche definirla come l’estremo tentativo dell’organismo di liberarsi delle tossine in eccesso.
 
In pratica quella che consideriamo malattia è in realtà un processo di Autoguarigione.
 
Dunque cosa succede quando noi con un farmaco blocchiamo i sintomi e quindi il tentativo estremo del nostro sistema immunitario di liberarsi delle tossine in eccesso?
 
Le tossine non vengono più eliminate e cosa peggiore non vengono eliminate le cattive abitudini (fisiche, psicologiche ed emozionali) che hanno causato l’indebolimento. Quindi le crisi si ripeteranno fino a diventare croniche e degenerare in qualcosa di peggio.
 
Infine, ma non meno importante, la cura dei sintomi delle cosiddette malattie con farmaci o con interventi invasivi, genera un considerevole numero di effetti collaterali conosciuti e non, dovuti all’immissione nel corpo di sostanze sintetiche estranee (farmaci) o a vere e proprie mutilazioni (chirurgia).

L'unica medicina veramente utile rimane quella di primo soccorso, quella traumatologica e poco altro.

La vera prevenzione invece sarebbe avere un’alimentazione sana, condurre uno stile di vita sereno, vivere in un ambiente il più salubre ed arieggiato possibile, fare lunghe passeggiate ed un attività fisica leggera, riposare, fare esercizi di respirazione, meditare, rilassarsi … etc ….

In caso di crisi acute di eliminazione di tossine (cosiddette malattie) lasciare che il tempo e la natura facciano il loro corso riposando, mangiando il meno possibile e soprattutto non ostacolando l’Autoguarigione.

Concludo con questa bella e provocatoria frase che secondo me si addice molto alla realtà attuale:

"Un medico è un uomo che viene pagato per raccontare fandonie nella camera del malato, sino a quando la natura non l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso."
(A. Furetiére)

Felice Vita

Fonte: http://www.alimentazionesaluteconsapevolezza.blogspot.it/2014/09/curare-i-sintomi-non-fa-bene-alla-salute.html

giovedì 4 settembre 2014

Perché stai mangiando così?

I meccanismi psichici e i condizionamenti che ci spingono ad abbuffarci o ad esagerare con il cibo
 
Già! Una bella domanda. Perché stiamo mangiando? E soprattutto, perché spesso mangiamo male e troppo? Si tratta semplicemente di abitudini scorrette e quindi dell’incapacità di uscire da schemi già acquisiti? Oppure ci sono delle motivazioni psicologiche che inducono ad avere un rapporto col cibo conflittuale e compulsivo? Le cause di questi problemi sono di natura fisica o mentale?
Le risposte non sono sempre scontate. In realtà siamo obbligati a mangiare per la necessità di garantire tutte le normali funzioni dell’organismo. L’uomo però, a differenza di tutti gli altri animali, mangia anche per ragioni che vanno oltre la mera sopravvivenza, e così accade qualcosa che non sfugge all’osservazione: mangiamo troppo!
Infatti, le statistiche raccontano che in Italia più del 50% della popolazione è in sovrappeso oppure obesa. Evidentemente c’è qualcosa che spinge le persone a mangiare più di quello che consuma e dato che siamo tutti quanti soggetti a condizionamenti, ci troviamo a fare i conti con meccanismi fisici, mentali e sociali che spesso impediscono una relazione con il cibo naturale ed equilibrata.
 
Meccanismi fisici che ci spingono a mangiare troppo
 
- Mangiamo troppo perché mangiamo male
Cibi raffinati, conservati industrialmente, poveri di nutrienti, ricchi di grassi e zucchero determinano uno stato di malnutrizione di fatto, anche quando dovessimo essere sazi e persino grassi. Tutto ciò anche a causa di una flora batterica intestinale squilibrata che non riesce più a svolgere le sue importanti funzioni di assorbimento selettivo dei nutrienti, perché non riceve sufficiente fibra vegetale, ciò di cui si nutre prevalentemente. Vitamine, enzimi, antiossidanti, sali minerali e oligoelementi, sono i micro-nutrienti necessari al nostro organismo per ottenere salute e benessere di lunga durata. Se questi elementi vengono a mancare, i centri nervosi della fame restano in costante eccitazione e spingono a comportamenti alimentari compensatori: in altre parole pur mangiando in abbondanza si ha sempre fame. Viceversa, con un'adeguata alimentazione ben pianificata e bilanciata sul piano nutrizionale, basata su frutta e verdura, ortaggi ed altri cibi vegetali integrali, freschi, ricchi di nutrienti e vitali perché consoni alla nostra natura, l’organismo è soddisfatto e i centri nervosi della fame si placano ottenendo un senso di sazietà duraturo che ci consente di stare bene in salute e di non essere più ossessionati dal cibo a tutte le ore.
 
- Cibo dolce e ciclo mestruale
Ci sono molte donne che in prossimità del ciclo mestruale avvertono un irresistibile desiderio di cibo dolce. Questo accade perché in quelle circostanze aumenta il metabolismo degli zuccheri e quindi il consumo di glucosio da parte dell’organismo, che ne fa maggiore richiesta. La soluzione salutista è fornire al corpo zuccheri sani e naturali come quelli della frutta dolce e matura. In questo modo si evita di buttarsi a capofitto su cioccolato, gelati e su altri generi “di conforto”, con piena soddisfazione dei bisogni del corpo.
 
- Mangiare per abitudine o perché è giunta l’ora
Spesso la gente mangia per abitudine. Il più delle volte perché è l’ora di farlo. Bisognerebbe aspettare di avere appetito prima di mangiare. Ci sono persone, invece, che quando giunge l’ora del pranzo o della cena, se non possono mangiare subito, si fermano come se avessero le pile scariche, oppure si innervosiscono molto.
Per ovviare a questo problema il consiglio è di effettuare diversi spuntini fra il pranzo e la cena, preferibilmente a base di frutta, in modo tale da non arrivare mai al limite del calo di zuccheri.
Inoltre, per non drammatizzare troppo l’attacco di fame, è anche bene riflettere sul fatto che l’organismo quando riceve il cibo certamente non è in grado di utilizzare immediatamente l’energia in esso contenuta. Infatti gli alimenti devono essere prima digeriti e assimilati e tali operazioni possono richiedere diverse ore. Ma allora, quando dopo mangiato ci sentiamo subito meglio e in forze, che cosa ci ha tirato su? Ci avete mai pensato? Il nostro immediato stare bene non può dipendere da quell'energia. E in effetti, chi sta bene ed è in buona salute, se lascia passare il momento, se resiste un attimo all’attacco di fame, scopre che poi la fame passa, e le energie tornano ugualmente.
Così quando rientrate a casa dal lavoro e vi innervosite perché la cena non è ancora pronta, potete dire mentalmente al vostro corpo di cominciare a consumare le riserve di energia che sicuramente ci sono nel pannicolo adiposo (ciccia) e intanto bevete un bel bicchiere d’acqua oppure una buona tisana, tutt’al più nell’attesa sgranocchiate un gambo di sedano o una carota, oppure mangiate un frutto prima di uscire dall’ufficio. Vedrete che la serata prenderà subito un’altra piega.
 
- Mangiare per non sentire il vuoto allo stomaco
Molte persone confondono la percezione di un disagio nella zona dello stomaco con lo stimolo della fame. C’è chi sente un “vuoto”, chi avverte dei fastidiosi gorgoglii, altri delle contrazioni addominali, altri ancora raccontano di avvertire una specie di tremore interno. Non è normale avvertire un disagio ogni volta che lo stomaco è vuoto. Se così fosse sarebbe il segnale di qualcosa che non va e bisognerebbe scoprire cosa. Potrebbe trattarsi di problemi di stomaco dovuti alla presenza di Helicobacter pylori, a un eccesso di peristalsi dovuta a stress, a fermentazioni attribuibili al pasto precedente e altro ancora. Avere appetito non è una malattia, ma il desiderio fisiologico necessario a orientare una persona alla ricerca di cibo per nutrire il corpo.
 
Meccanismo psichici che ci spingono a mangiare troppo
 
- Mangiare per compensare carenze affettive o un dispiacere
Mangiamo troppo anche per compensare qualcosa a livello psichico? Sembra proprio di si! Mangiamo in eccesso, per esempio, quando viviamo delle insoddisfazioni, delle perdite o delle frustrazioni. Una storia d’amore è finita? Una persona cara ci ha lasciato per sempre? Immediatamente sentiamo che dentro di noi si è rotto qualcosa. Chi non ha avvertito almeno una volta quel senso di vuoto accompagnato da una gran rabbia o dalla voglia di piangere? Poi, pian piano, arriva la rassegnazione. In molti casi la persona reagisce e riprende a vivere, in altri rimane un latente stato di tristezza e apatia che se non si risolve può diventare cronico.
A questo punto entra in scena il cibo. Come una sorta di farmaco antidepressivo riesce effettivamente ad alleviare i sintomi del dispiacere, ma attenzione, non li cura. Non si può curare veramente una depressione di origine emozionale con torte e bomboloni alla crema.

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Mangiamo troppo per automatismi della mente inconscia
Dalla mia ricerca (Il rapporto mente-cibo, Armando 2005) ho potuto osservare che molte persone con disturbi del comportamento alimentare (sovrappeso, obesità bulimia) hanno in realtà problemi associati a insoddisfazione sessuale, a conflitti irrisolti con i genitori, a gravi problemi di autostima.
I problemi sessuali generano conflitti con se stessi e il partner e spesso inducono sentimenti d’inadeguatezza e senso d’impotenza, che a volte si traducono in fame compulsiva.
Ma il bisogno di riempire lo stomaco in modo eccessivo può nascere anche da memorie che si attivano nella mente inconscia, la quale può contenere esperienze vissute dai propri genitori o avi che hanno storie familiari di miseria e di stenti economici. La persona è riuscita a conquistare una migliore posizione sociale grazie al duro lavoro e quindi tende a esorcizzare con una quantità di cibo fuori misura un possibile ritorno all’indigenza. Così mangia, mangia, mangia, come per continuare a dire a se stesso e al mondo: “non sono più poveri, guardate quanto cibo c’è in tavola”.
Lo stesso può accadere alle persone con avi che hanno vissuto la fame e la denutrizione nei campi di prigionia durante la guerra o a causa di eventi naturali come le carestie, la siccità, le epidemie o per lunghi periodi di malattia. I discendenti ereditano per via epigenetica questi modelli di comportamento nati da un'esperienza che nemmeno è loro, ma di cui diventano i nuovi depositari.
Altro meccanismo mentale molto frequente è quello del “copiare” la voglia o il bisogno di mangiare di altre persone a cui siamo in qualche modo energeticamente collegati (parenti, amici, colleghi).
Se dovessero attivarsi questi meccanismi, la soluzione è riconoscere il meccanismo in atto ed essere disposti a “lasciare andare” ciò che non è nostro e che viene ripetuto in automatico dalla mente inconscia.
 
Meccanismi sociali che inducono a mangiare troppo
 
Chi non si è mai sentito costretto a mangiare almeno una volta? “Se non finisci quello che hai nel piatto non ti alzi da tavola”– disse quella volta la mamma, per non parlare del più esplicito “mangia, altrimenti prendi le botte”. E che dire di tutte le volte che volevamo avanzare del cibo per rispettare il nostro senso di sazietà, e ci siamo sentiti dire: “non si lascia nulla nel piatto, ci sono i bambini in Africa che muoiono di fame”. Non immaginiamo quanti schemi mentali sul cibo nascono nell’infanzia. “Se fai il bravo ti compro il gelato” (cibo come premio) è un classico.
Poi ci sono persone, soprattutto fra i giovani, a cui occasionalmente piace farsi notare. Il bisogno di attirare attenzione ed essere accettati e riconosciuti per essere capaci di qualcosa di straordinario o di diverso, spinge alcuni ad adottare comportamenti alimentari esagerati.
Può accadere in una festa o nelle cene con amici, difficilmente a casa da soli, perché se non ci si può far notare da nessuno che senso avrebbe abbuffarsi? Costoro non sono bulimici, e a differenza di questi ultimi desiderano essere visti e considerati dei simpatici mangioni. In genere si tratta di soggetti con scarsa autostima.
Altro aspetto molto comune e che spesso mangiamo per far contenti gli altri. L’abbiamo imparato fin da piccoli, quando mangiare rendeva contenti la mamma, il papà, i nonni. “Dai, assaggiane almeno un pochino, fallo per me”. “Ho preparato il dolce apposta per te”. Se da bambini siamo stati indotti da un input affettivo a mangiare anche quando non ne sentivamo il bisogno, da adulti, ogni volta che qualcuno offrendoci del cibo vorrà esprimere un sentimento di amore o di amicizia, noi non sapremo resistere. Questo schema mentale che sfrutta il meccanismo della similitudine, farà leva sul concetto secondo cui se il cibo è amore, come posso rifiutare? “Dai mangia amore mio, l’ho fatto per te”. Sentite come suona? Chi riuscirebbe a dire di no?
 
- Mangiare intanto che si guarda la tv
È stato osservato che consumando i pasti davanti alla tv si mangia circa il 20% in più. Molti si riconosceranno in questo dato per esperienza. Mangiare davanti alla tv accesa porta spesso a distrarre il proprio istinto, a non avvertire il senso di sazietà e a mangiare più del necessario.
Chi ha problemi di peso a causa di questa abitudine, dovrebbe aumentare la quota di cibo crudo (frutta e verdura, cereali germinati, semi oleosi non tostati) e spegnere il televisore.

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Mangiare per socializzare
Siamo animali sociali anche se non sempre socievoli. Una pietanza ben preparata è buona, ma in compagnia, chissà perché, è ancora più buona. Condividere il piacere di mangiare stando insieme alle persone con cui ci troviamo bene è un fatto naturale, un piacere che fa bene. Attenzione però a non ubriacare l’istinto con un'atmosfera capace di farci accettare anche il piacere che fa male con troppa leggerezza. Il cibo non è solo socialità ed affettività, ma, che ci piaccia o no, è anche biochimica, molecole e sostanze che se non hanno un impatto positivo sul corpo, ce l’hanno certamente negativo, mai neutro. Il cibo è ciò che siamo e che saremo, perché si trasforma letteralmente nel nostro sistema mente-corpo. Possiamo scegliere liberamente di godere del cibo insieme ad altri, sapendo bene che non conviene affatto adottare modelli alimentari lesivi della salute. Quando c’è la salute c’è tutto!
Concludendo, mangiamo per tanti motivi e molti di essi inducono a eccedere con il cibo con conseguenze sulla salute. Il benessere non è una scienza esatta, ma è un’arte. L’arte di saper stare in equilibrio nonostante gli innumerevoli fattori che cercano di destabilizzarci. Diventare consapevoli di tutto ciò che condiziona il nostro comportamento alimentare è il primo, ma necessario, passo per trovare armonia e forza interiore, equilibrio e benessere psico-fisico duraturi.
 
Articolo pubblicato per gentile concessione della redazione di Scienza e Conoscenza
Tratto da Scienza e Conoscenza n. 49 (luglio/settembre 2014)
 
di Michele Riefoli